I segreti della Cappella Sistina

Nel tiepido pomeriggio del 16 Marzo 2017 il dottor Milani ha presentato un excursus artistico sulla realizzazione della Cappella Sistina, parlando di tutti gli artisti che hanno contribuito a renderla il capolavoro che attira oggi milioni di turisti da tutto il mondo.
Non solo Michelangelo, dunque: il Perugino, Sandro Botticelli, Luca Signorelli, Cosimo Rosselli, Pinturicchio, Domenico Ghirlandaio e molti altri. È da notare come quest’opera di architettura romana sia stata decorata quasi completamente da artisti fiorentini.

Molto dettagliata è stata la spiegazione del dottor Milani dei vari dipinti, soffermandosi sui numerosi dettagli che sfuggono all’occhio dei profani.

Sui due lati della costruzione vengono narrate due storie diverse: da una parte quella di Mosè, dall’altra quella di Gesù. Esse rappresentano rispettivamente il Vecchio e il Nuovo Testamento.

Alcuni dipinti sfortunatamente sono andati persi; ad esempio dei cinque riquadri realizzati dal Perugino, ne sono rimasti solo tre.

I segreti della Cappella Sistina: il mito di Michelangelo

Mandante della decorazione è stato, come si sa, Papa Sisto IV, con cui Michelangelo ebbe numerosi problemi, come ha raccontato Corrado Augias nel corso di una conferenza sulla bellezza di Roma. Originariamente il soffitto della Cappella era stato dipinto da Piermatteo da Meria con un semplice cielo stellato.

È stato scoperto recentemente un collegamento scientifico all’interno della sezione più famosa dipinta dall’artista, un dettaglio finora sfuggito: la forma del mantello che avvolge Dio e le persone che lo circondano è quella di un cervello umano, metafora per rappresentare il più grande dono di Dio all’umanità, l’intelletto.
Come è nata tale idea? Probabilmente fa riferimento al periodo in cui, da giovinetto, sezionava cadaveri all’ospedale di Santo Spirito per studiarne l’anatomia. Accadde una volta che utilizzò per sbaglio il corpo di un nobile, causando grossi guai al rettore dell’ospedale; per farsi perdonare, scolpì e regalò all’uomo un Cristo Crocefisso sconvolgente nei suoi dettagli, dando luce così al Crocifisso di Santo Spirito.

Di Michelangelo è interessante sapere che, oltre i lavori di pittura e scultura per cui è celebre, è stato anche uno scrittore e critico d’arte, a cui si è ispirato persino Leopardi, e su cui il poeta Salvatore Quasimodo ha scritto il libro “L’opera completa di Michelangelo pittore”.

Per permettere a Michelangelo di realizzare il Giudizio Universale venne chiusa tutta la parete di fondo, su cui originariamente erano presenti della finestre.

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